Approfondimenti

Macondo, il paese delle allodole

(A proposito di Tradurre un continente)

 

Seconda parte

La seconda parte del volume (“Altre rotte”) si apre con un intervento di Antonio Melis – sulle traduzioni italiane di Arguedas – che segnala anzitutto un punto dolente: lo scadimento delle recensioni editoriali sulla stampa, «il più delle volte ridotte a resoconti asettici o addirittura a spot pubblicitari appena mascherati», che sempre più spesso omettono bellamente il nome del traduttore, concorrendo in modo più o meno involontario a un deprezzamento generale della professione e, indirettamente, a una profonda diseducazione del lettore. Poi Melis passa a esaminare le difficoltà che presenta la traduzione dei romanzi andini, legate alla profonda diversità dei contesti culturali. Difficoltà che purtroppo non sono state superate, come dimostrano i numerosi esempi addotti, fra cui: il termine corredor, che ne I fiumi profondi di Arguedas è stato tradotto da Umberto Bonetti con “corridoio”, laddove invece, in Perù, indica i porticati delle case; o amaru, tradotto semplicemente come “serpente” quando si tratta di un animale con connotazioni mitiche; la frase “Ho visto San Giorgio combattere la tarantola” risulta francamente surreale e incomprensibile, se non si specifica che nell’originale San Jorge è il nome di un insetto particolarmente aggressivo; e del tutto fuorviante risulta la traduzione di cerro con “colle”, laddove si parla di montagne di 4-5000 metri. Anche in questo caso, dunque, il giudizio non è certo assolutorio: «Di fronte alla irriducibile diversità del mondo andino, il traduttore si propone di avvicinarlo al lettore italiano, ma pensa di farlo privandolo delle sue connotazioni ambientali, umane e linguistiche specifiche».

 

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Approfondimenti

Macondo, il paese delle allodole

(A proposito di Tradurre un continente)

Nel 2013 Sellerio ha pubblicato un volume di grande interesse  per tutti i traduttori, gli ispanisti e in generale per gli appassionati di letteratura latinoamericana, Tradurre un continente. La narrativa ispanoamericana nelle traduzioni italiane, a cura di Francesco Fava.

Riporto qui, in due parti (la seconda parte sarà disponibile mercoledì), la recensione che pubblicai a suo tempo sul blog delle edizioni Sur.

 

cienanosChe cosa “ci è arrivato” di scrittori come García Márquez, Borges, Cortázar, Arguedas, Rulfo e altri appartenenti al cosiddetto boom della letteratura latinoamericana degli anni Sessanta e Settanta attraverso le traduzioni italiane? E cosa si è perso per strada? È utile e opportuno, a distanza di quasi cinquant’anni dalla pubblicazione delle prime traduzioni, fornire ai lettori italiani versioni più attendibili? Nell’introduzione del curatore si affronta di petto il problema: «… nella traduzione italiana di Cien años de soledad, la “ciudad de los espejos (o los espejismos)” si trasforma in “una città degli specchi (o degli specchietti)” [laddove espejismos significa invece “miraggi”; ndr]. Una banale svista, come ne capitano a ogni traduttore e in ogni traduzione. Ma anche molto di più, sul piano degli effetti per chi legge. Mentre gli evocativi miraggi di García Márquez spariscono dall’orizzonte ottico del lettore italiano ancor prima di essere affrontati, si attiva imprevista una risonanza del tutto diversa: gli specchietti e le altre cianfrusaglie che i primi conquistadores rifilavano agli indigeni americani in cambio di pietre preziose e delle altre “meraviglie” del nuovo continente… E che nello scambio lessicale di una traduzione rischi di perpetuarsi quell’originario commercio ingannevole è un’eventualità – come si vede – sempre in agguato.»

L’annotazione di Francesco Fava – nel saggio “La frontiera mobile dell’esotismo” – compendia sinteticamente i due versanti su cui si sviluppano le riflessioni di tutti gli autori dei vari saggi raccolti nel volume – ispanisti di chiara fama –, pur nella diversità degli approcci: la discussione critica delle traduzioni italiane della narrativa ispanoamericana e la ricezione nel nostro paese dell’immaginario veicolato da questa letteratura.

 

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